SOS e 112

SOS

SOS è la sequenza di tre lettere, che normalmente descrive il segnale universale di richiesta di soccorso.

Espresso in codice Morse, si caratterizza per la propria semplicità di codifica: tre punti, tre linee, tre punti (si scrive: · · · — — — · · ·) e deve essere obbligatoriamente trasmesso senza separazione fra le singole lettere ossia come se si trattasse di un'unica parola; è di una semplicità tale da permettere anche a non esperti di recepire immediatamente il messaggio.

Fu adottato a livello internazionale per la prima volta nella seconda conferenza radiotelegrafica internazionale a Berlino nel 1906.

Il 1º aprile 1905 il governo tedesco introdusse la sequenza Morse tre punti/tre linee/tre punti come Notzeichen o segnale di soccorso nell'ambito di un insieme di regole nazionali per le trasmissioni radio; durante la Seconda Conferenza Internazionale Radiotelegrafica di Berlino del 1906 questo segnale diventò internazionale, in sostituzione del segnale CQD usato fino a quel momento, perché di più facile interpretazione.

Infatti il nuovo segnale SOS, trasmesso come un segnale unico e non come tre lettere ben distinte e separate, produce un suono completamente diverso da ogni altro segnale Morse, tale che risulta inconfondibile.

La legge contenente questo provvedimento fu firmata il 3 novembre 1906 ed entrò in vigore il 1º luglio 1908. Tuttavia vi fu una certa riluttanza da parte dei marconisti, che per alcuni anni continuarono solitamente ad adottare il CQD.

L'uso del segnale SOS cominciò a diffondersi nel 1912, dopo l'affondamento del Titanic, durante il quale fu lanciato appunto il nuovo segnale di soccorso.La sequenza tre punti/tre linee/tre punti corrisponde alle lettere "SOS"; tuttavia, né nella legge tedesca del 1905, né in quella internazionale del 1906, si fa menzione dell'equivalente alfabetico del segnale, indicando solo che dev'essere una sequenza continua di tre punti/tre linee/tre punti.

Nell'uso popolare le lettere corrispondenti SOS vennero associate, nei paesi di lingua inglese, ad acronimi inversi del tipo "Save Our Ship" o "Save Our Souls", e in Italia "Salvateci O Soccombiamo" o "Soccorso Occorre Subito".

112

La storia

In Europa l'uso del numero 112 era già raccomandato nel 1976 dal CEPT, mentre la decisione di istituire definitivamente un numero unico per tutta l'UE risale al 1991 ed ora è implementato dalla quasi totalità degli Stati membri.
La promozione della conoscenza e di un impiego efficiente del numero 112 in Europa è l'obiettivo primario dell'EENA (European Emergency Number Association), un'associazione no-profit con sede in Belgio.

Nel 2004, l'Unione europea ha deciso che, entro il 2008, il NUE 112 avrebbe dovuto essere esteso a tutti i Paesi membri dell'UE. Molti paesi a decisione comunitaria approvata (2004) si sono adeguati praticamente subito alla normativa; l'Italia, al contrario, non si è adeguata alla direttiva dell'Unione europea nei tempi previsti e per questo motivo è stata sanzionata dall'UE.

La Commissione europea nel 2007 ha infatti presentato ricorso contro la Repubblica Italiana e il 15 gennaio 2009 ha ottenuto la condanna dalla Corte di giustizia dell'Unione europea; i giudici europei hanno infatti riconosciuto l'inconsistenza delle misure sperimentali adottate dall'Italia.
Tuttavia la buona volontà del Governo della Repubblica Italiana aveva permesso la sospensione delle sanzioni ma nel dicembre successivo, dato che l'Italia non aveva ancora manifestato segnali, né positivi, né negativi, l'UE ha richiamato nuovamente l'Italia, minacciando sanzioni onerosissime.

Nel 2008 solo il 22% della popolazione europea sapeva del largo utilizzo in Europa del numero unico di emergenza.
Allo scopo di aumentare la consapevolezza sul 112, nel 2009 la Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio dell'Unione europea hanno firmato una risoluzione che istituì l'11 febbraio (11/2) quale “Giornata europea del 112”.

Nel 2013, già il 27% dei cittadini europei conosceva l'uso diffuso del 112. La percentuale in Italia era del 5%.
A partire dal 2017 anche in molte città italiane viene adottato il numero unico.

Tutte le telefonate di emergenza confluiscono in un’unica Centrale Operativa, qualsiasi numero di soccorso il chiamante abbia composto, compreso lo stesso112 dei carabinieri. Gli operatori della Centrale smistano le chiamate, dopo aver localizzato il chiamante e individuata l’esigenza, all’ente competente per la gestione: Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato (113), Vigili del Fuoco (115), Emergenza Sanitaria (118).

Il progetto è stato avviato il 21 giugno 2010 a Varese ed è stato gradualmente esteso a tutta la regione Lombardia per un totale di circa dieci milioni di residenti.

Da chi è finanziato il progetto? Chi gestisce il servizio?

Il progetto è cofinanziato da Regione Lombardia e dal Ministero dell’Interno. Regione Lombardia ha identificato l'Azienda Regionale Emergenza Urgenza (AREU) come soggetto attuatore, in ottemperanza a una convenzione stipulata tra Ministero dell’Interno e la stessa Regione.

Come funziona?

Componendo qualsiasi numero dell’emergenza (112, 113, 115, 118) il cittadino entra in contatto con l’operatore della Centrale Operativa Unica del servizio Emergenza 112 che prende in carico la chiamata, se necessario attiva una teleconferenza per la traduzione multilingue e inizia la compilazione della scheda contatto. Il collegamento con il CED interforze del Viminale consente di raccogliere in pochissimi istanti (2 secondi) i dati identificativi del numero chiamante (per le chiamate da telefono fisso) o la sua localizzazione (per le chiamate da telefono mobile).

Tutte le informazioni raccolte vengono inserite in una scheda elettronica; a quel punto la chiamata, corredata dalla scheda, viene trasferita alle Forze di Pubblica Sicurezza (112 e 113), alla Centrale Operativa dei Vigili del Fuoco (115) o al Soccorso Sanitario (118); viene cioè trasferita all’amministrazione competente per funzione e territorio.

Tutto il traffico telefonico e tutti i dati relativi agli eventi vengono registrati; l’intero processo viene completato in un tempo medio di 40 secondi.
L’azione di filtro è pari a circa il 60% delle chiamate in ingresso.

In Italia il numero unico per le emergenze 112 è attivabile anche via App.

Cosa garantisce il servizio 112 al cittadino che chiama?

  • una risposta rapida ed efficiente da parte delle Forze alle chiamate di emergenza/soccorso effettuate da qualunque cittadino italiano o straniero da telefono fisso o mobile
  • la funzionalità di localizzazione e/o identificazione del chiamante sia da telefonia fissa sia da mobile
  • un servizio multilingue
  • l’accesso ai diversamente abili
  • l’aumento della percezione della sicurezza espressa dal territorio (il cd. safety feeling), con le conseguenti positive ricadute in termini di comunicazione istituzionale

Non è una perdita di tempo avere due interlocutori per ogni emergenza?

No, è stato dimostrato, attraverso misurazioni sul campo, che relazionarsi prima con l’operatore del Numero Unico di Emergenza e poi con quello della Centrale competente (Carabinieri, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco e Soccorso sanitario) non è una perdita di tempo per il cittadino. In realtà la chiamata viene anzitutto filtrata (e verificato se appropriata), poi localizzata automaticamente e infine “passata” con i dati di localizzazione e con la possibilità di una gestione coordinata e integrata tra le varie Forze coinvolte. In sostanza, quando arriva alla Centrale competente l’attivazione del soccorso è immediata; al limite potrà essere richiesta solo una rapida verifica dell’esattezza dei dati anagrafici.

Per questo motivo i tempi complessivi di attivazione del soccorso non aumentano e vengono contestualmente garantite tutte le funzionalità del servizio 112.

I numeri 118, 113 e 115 restano in funzione?

I numeri 118, 113 e 115 restano in vigore e dunque il cittadino può continuare a comporli. La chiamata cadrà comunque sul servizio Emergenza 112 e risponderà un operatore della Centrale Unica di Risposta 112.

Scarica l'applicazione

L'app ufficiale del Numero Unico Emergenza 112